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Oggi si è svolta la requisitoria di Palazzi al processo dell'Olimpico sulla vicenda "Calciopoli", Le pene richieste sono si severe, ma proporzionate alle colpe finora accertate.
Ecco le richieste del procuratore per le 4 squadre incriminate:
JUVENTUS: esclusione dal campionato di competenza e assegnazione di un campionato di categoria inferiore alla serie B (quindi serie C1 o C2, la scelta è a carico di Rossi), più 6 punti di penalizzazione nel campionato a cui verrà destinata, revocato lo scudetto 2004-05 e non assegnato lo scudetto dell'ultimo campionato.
LAZIO: retrocessione all'ultimo posto in classifica, quindi retrocessione in serie B, e penalizzazione di 15 punti nel campionato di B.
FIORENTINA: retrocessione all'ultimo posto in classifica, quindi retrocessione in serie B, e penalizzazione di 15 punti nel campionato di B.
MILAN: retrocessione all'ultimo posto in classifica, quindi retrocessione in serie B, e penalizzazione di 3 punti nel campionato di B.
Di seguito invece vi riportiamo le richieste di sanzione nei confronti dei 26 deferiti:
MOGGI, GIRAUDO, DIEGO E ANDREA DELLA VALLE, SANDRO MENCUCCI (dirigente viola), LOTITO, CARRARO, MAZZINI, MEANI (addetto agli arbitri del Milan): inibizione a 5 anni, richiesta di radiazione con multa di 5000 euro per ogni illecito commesso.
GALLIANI: inibizione dall'attività per 2 anni..
DE SANTIS, BERGAMO, PAIRETTO, LANESE: inibizione a 5 anni con richiesta della radiazione. 5000 euro di ammenda.
PAPARESTA: 1 anno di inibizione per omessa refertazione.
DONDARINI, BERTINI, MESSINA, ROCCHI, TAGLIAVENTO, RODOMONTI: 5 anni di inibizione più richiesta di radiazione.
MAZZEI: 2 anni di inibizione.
INGARGIOLA, BABINI, PUGLISI: 1 anno di inibizione.
La Caf ha accolto l'istanza di non luogo a procedere nei confronti di COSIMO MARIA FERRI perché dimessosi dopo l'inizio del procedimento.
Stefano Palazzi ha cominciato la sua requisitoria nell'aula dell'Olimpico davanti alla Caf presieduta da Cesare Ruperto: il procuratore, che veste i panni dell'accusa, ha detto che già oggi formulerà le richieste di sanzioni per i 26 deferiti e i 4 club accusati. Si tratterà di richieste provvisorie che potranno essere modificate nel corso del dibattimento, quando verranno ascoltati tutti i soggetti rinviati a giudizio.
Queste le parole del procuratore: "La verà finalità delle società coinvolte nello scandalo era determinare arbitraggi favorevoli alle società, che di volta di in volta hanno beneficiato di questi favori. In particolare la Juve". Per il procuratore federale i rapporti tra i soggetti finiti sotto accusa non erano all'insegna della goliardia, elemento avanzato da tutti davanti all'ufficio indagini per difendersi. "E' assolutamente impossibile un intento goliardico - ha detto Stefano Palazzi - e lo dimostra anche la reiterazione dei rapporti. C'é assoluta veridicità e non goliardia o millanteria delle condotte dei singoli incolpati".
Un sistema "sofisticato" in cui si minava alla base uno dei principi fondamentali dello sport: quello della terzietà degli arbitri. Il procuratore federale va dritto al punto della questione che ha scatenato lo scandalo del calcio: i rapporti tra i club, in particolare la Juventus, e i direttori di gara.
"La sofisticazione di questo sistema - spiega Palazzi nella sua requisitoria - si desume dall'intervento favorevole degli arbitri soprattutto nei casi dubbi. Questo va valutato in modo particolare. La maliziosità del sistema si evince dal sistema di condizionamento finalizzata a non creare un'evidenza di favori nell'opinione pubblica. Una condotta anche a livello mediatico che lo stesso Moggi portava avanti". Si tratta per l'accusa di "una condotta che configura l'illecito sportivo perché si tratta di atti che minano il fondamento dello sport". Palazzi parla anche del sorteggio: "Ci sono prove inconfutabili dell'intervento sulle griglie per il sorteggio degli arbitri".
Lazio e Fiorentina utilizzavano una sorta di schema fisso per raggiungere i loro obiettivi e ottenere favori arbitrali. "Uno schema - dice il procuratore federale Stefano Palazzi, che lo ricostruisce nella parte della requisitoria dedicata proprio alle due società - che si ripete sempre nelle partite oggetto di contestazione".
Vi sono, spiega Palazzi, "contatti prima della gara tra le dirigenze delle due società e i vertici della Federazione" (Carraro e Mazzini), seguiti da "contatti con i designatori". La terza fase dello schema prevedeva il contatto con l'arbitro designato per le gare, "dimostrato - prosegue il procuratore - dalle modalità di azione sia dei due designatori sia del dottor Mazzini". Lo schema aveva poi una 'fase' post-partita che prevedeva le telefonate di ringraziamento a chi si era impegnato per far si che gli incontri andassero come previsto.
Per realizzare lo schema, conclude Palazzi, le due società e i vertici della Federazione utilizzavano frasi e parole "specifiche". Il procuratore cita in particolare una telefonata di Paolo Bergamo e quella tra Mazzini e il presidente della Lazio Lotito in cui il primo cita la metafora del cane e della lepre.
Capitolo Milan nella requisitoria del procuratore federale. Dopo aver parlato delle pressioni sugli arbitri degli altri tre club coinvolti nell'inchiesta, Palazzi parla del club rossonero, coinvolto nello scandalo soprattutto per il ruolo di Leonardo Meani.
Il procuratore sgombra il campo da ogni equivoco e smonta quella che è stata la linea difensiva del club rossonero, che ha sempre parlato di Meani come di un collaboratore esterno. "Meani risulta essere dirigente addetto agli arbitri ed era a pieno titolo tesserato della società Milan - ha detto il procuratore - Del tutto irrilevanti pertanto le circostanze addotte per ridurre la portata del suo ruolo". Palazzi prosegue dicendo che "Meani intratteneva rapporti telefonici con gli assistenti degli arbitri". Ma Palazzi tira in ballo anche il vicepresidente del club rossonero, Adriano Galliani, che "approvava la condotta di Meani".
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